Linee di riforma della struttura della contrattazione
Rossa è la mostra
Linee di riforma della struttura della contrattazione
autore: Vincenzo Scudiere Segretario Generale CGIL Piemonte
 
La proposta unitaria sulla riforma della contrattazione e sulla democrazia e rappresentanza è una proposta molto avanzata, frutto di una mediazione alta e di qualità tra CGIL CISL e UIL.

Non esito ad usare il termine storico sia nel merito che sul metodo se teniamo conto delle condizioni e del contesto e di tutto quanto ha segnato la storia sindacale dal 1993 ad oggi.

Sulla democrazia e la rappresentanza si ha una proposta che non offriva regole simili neanche ai tempi della Federazione unitaria: si propone la certificazione della rappresentanza attraverso un sistema misto di deleghe e consenso espresso attraverso le elezioni delle RSU e, nel contempo, si definisce il percorso democratico per la validazione degli accordi prevedendo nelle fase iniziale, dopo la preparazione delle piattaforme da parte delle Segreterie e dei Direttivi, la consultazione nei posti di lavoro e tra i pensionati e, a conclusione, il voto certificato di tutti i lavoratori e i pensionati sulle intese raggiunte.

Per la riforma della contrattazione la proposta si basa sulla scelta della centralità del contratto nazionale di lavoro indicandolo come strumento che rappresenta ed esprime il diritto universale dei lavoratori che si applica in ogni azienda e in tutto il territorio. Si indica, inoltre, un nuovo indice per la copertura dei salari dall’inflazione indicando come riferimento il deflatore dei consumi interni o l’indice armonizzato europeo corretto con il peso dei mutui che aumentano la tutela del potere d’acquisto.

E’ chiaro nel testo la scelta tra la complementarità del primo e del secondo livello contrattuale che assume un carattere esplicitamente accrescitivo (tra contratto nazionale e contratto aziendale o di sito di filiera o di territorio) e in questo modo si sancisce nei fatti l’indissolubilità tra i due livelli e se ben esercitato questo potere contrattuale può consentire al Sindacato di estenderne l’applicazione anche laddove finora non si riesce. Sono destituite di ogni fondamento letture che assegnano al 1° livello di contrattazione funzioni di carattere derogatorio.
Infine si indica il superamento dell’una tantum come forma ormai degenerata per recuperare il gap tra scadenza e nuova decorrenza indicando la decorrenza dei nuovi minimi salariali della scadenza del vecchio contratto e la possibilità di prevedere che la contrattazione salariale di secondo livello si sviluppi a partire da una quota fissata dagli stessi contratti nazionali.

La durata del CCNL diventerebbe, a questo punto, triennale e con la contrattazione di secondo livello e una nuova politica dei redditi si può sicuramente intervenire positivamente per risolvere l’emergenza salari che denunciamo da tempo.

In questi giorni è partita la discussione con i lavoratori e in Piemonte, prima dell’Assemblea nazionale di valutazione dell’andamento delle stesse, si terranno gli Esecutivi Regionali unitari per trarne le dovute considerazioni e indicazioni scaturite nel confronto con i lavoratori e i pensionati.

Oltre alla Piattaforma di Riforma della contrattazione saranno portate nelle assemblee anche le proposte unitarie su fisco, prezzi e tariffe. E’ una grande occasione che non ci possiamo permettere di sprecare soprattutto perché il confronto con il Governo e Confindustria non si prevede facile.

Ci sarà bisogno del consenso dei lavoratori e dell’unità sindacale per conseguire gli importanti risultati indicati dalle posizioni di CGIL CISL e UIL.

Vincenzo Scudiere
Segretario Generale CGIL Piemonte

Torino, 21 maggio 2008








 
 
 
 
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